Domenica 19 aprile 2026 - il ritorno di San Gerardo a Muro Lucano
Resterà una delle date più significative nella storia recente di Muro Lucano. In occasione del Tricentenario della nascita di San Gerardo Maiella, la città ha accolto l'urna contenente il simulacro del Santo e un'insigne reliquia, dando ufficialmente inizio alla peregrinatio gerardina che avrebbe accompagnato l'intero Anno Giubilare.
Sin dalle prime ore del mattino si respirava un'atmosfera particolare. Le campane delle chiese cittadine, i preparativi lungo le strade e l'attesa dei fedeli lasciavano intuire che non si trattava di una semplice celebrazione religiosa, ma di un evento destinato a entrare nella memoria collettiva della comunità.
L'urna proveniente dal Santuario di Materdomini fu affidata al parroco don Thomas John e ad una rappresentanza della comunità murese. Il primo momento ufficiale si svolse a Ponte Giacoia, luogo particolarmente caro alla devozione gerardina, dove centinaia di fedeli si raccolsero per accogliere il Santo nel territorio che gli diede i natali. L'emozione era evidente nei volti dei presenti: anziani, famiglie, giovani e bambini si ritrovarono uniti nel desiderio di rendere omaggio al Patrono della Basilicata.
L'arrivo delle reliquie fu accompagnato da preghiere, canti e manifestazioni di devozione popolare. Molti fedeli attendevano da tempo questo momento, considerandolo il vero ritorno di San Gerardo nella sua città dopo trecento anni dalla nascita.
Successivamente ebbe inizio la processione verso il centro storico di Muro Lucano. L'urna percorse le strade che da secoli custodiscono il ricordo della vita del Santo. Lungo il tragitto numerosi abitanti si affacciarono da balconi e finestre addobbati per l'occasione, mentre altri si unirono spontaneamente al corteo.
Particolarmente suggestivo fu il passaggio attraverso i quartieri storici della città, dove ancora oggi si conservano i luoghi che raccontano l'infanzia e la giovinezza di Gerardo Maiella. La processione assunse così il significato di un pellegrinaggio nella memoria, ripercorrendo simbolicamente il cammino umano e spirituale del giovane Santo.
Giunta nel cuore della città, l'urna fu accompagnata nella Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, che divenne il primo luogo di venerazione dell'Anno Gerardino. Qui si susseguirono momenti di preghiera personale, celebrazioni liturgiche e soste silenziose davanti alla reliquia. Molti fedeli approfittarono dell'occasione per affidare al Santo le proprie intenzioni, le famiglie, gli ammalati e le difficoltà della vita quotidiana.
Durante tutta la giornata si registrò un continuo afflusso di persone provenienti non solo da Muro Lucano ma anche dai comuni vicini e da altre zone della Basilicata. La partecipazione popolare fu straordinaria e confermò quanto la figura di San Gerardo continui a rappresentare un punto di riferimento spirituale per migliaia di fedeli.
Le cronache dell'epoca descrivono una città profondamente coinvolta nell'evento. Muro Lucano non accolse semplicemente una reliquia, ma accolse idealmente uno dei suoi figli più amati. L'impressione diffusa tra i presenti era quella di un ritorno a casa: San Gerardo tornava nei luoghi della sua infanzia, nelle strade che aveva percorso da ragazzo e tra quella gente che da generazioni continua a custodirne il ricordo.
La giornata si concluse con momenti di preghiera comunitaria e con l'inizio delle celebrazioni che, nei giorni successivi, avrebbero coinvolto Capodigiano, Ponte Giacoia, la Concattedrale di San Nicola, la Chiesa di San Marco e gli altri luoghi gerardini della città.
Quel 19 aprile 2026 segnò dunque l'inizio concreto dell'Anno Gerardino a Muro Lucano. Non fu soltanto l'apertura di una serie di eventi religiosi, ma l'avvio di un cammino spirituale che avrebbe accompagnato la comunità per un intero anno, nel segno della fede, della memoria e dell'esempio lasciato da San Gerardo Maiella.
