Martedì 21 aprile 2026 - la giornata della riconciliazione, degli ammalati e della memoria redentorista
Dopo l'emozionante accoglienza delle reliquie di San Gerardo Maiella e le prime giornate di venerazione nella Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, martedì 21 aprile 2026 segnò un passaggio importante nel cammino spirituale che stava preparando Muro Lucano all'apertura ufficiale dell'Anno Gerardino.
La giornata si sviluppò attorno a tre grandi temi che da sempre caratterizzano la spiritualità di San Gerardo: la conversione del cuore, la vicinanza ai sofferenti e la memoria della storia religiosa della comunità murese.
Fin dalle prime ore del mattino la Chiesa di Sant'Andrea accolse un continuo afflusso di fedeli. Molti raggiunsero il luogo di venerazione per sostare davanti all'urna contenente il simulacro del Santo e l'insigne reliquia proveniente da Materdomini. Il clima era diverso rispetto ai giorni precedenti: all'entusiasmo dell'accoglienza si era sostituito un raccoglimento più profondo, caratterizzato dalla preghiera personale e dalla riflessione interiore.
Protagonista della giornata fu padre Vincenzo La Mendola, missionario redentorista, che diede ufficialmente inizio al triduo di predicazione in preparazione agli eventi centrali del Giubileo. La sua presenza rappresentò un segno concreto del legame che continua a unire la Congregazione del Santissimo Redentore alla città natale di San Gerardo.
Durante tutta la giornata padre La Mendola si rese disponibile per le confessioni, offrendo ai fedeli la possibilità di accostarsi al sacramento della Penitenza. Numerose persone approfittarono di questa occasione per vivere un'autentica esperienza di riconciliazione spirituale, inserendosi pienamente nello spirito dell'Anno Giubilare.
Uno dei momenti più significativi della giornata si svolse nella mattinata con la celebrazione dedicata agli ammalati. L'incontro, animato dall'UNITALSI locale, vide la partecipazione di persone anziane, malate e delle loro famiglie. Durante la Santa Messa venne amministrato il sacramento dell'Unzione degli Infermi, offrendo conforto, speranza e sostegno spirituale a quanti vivevano situazioni di sofferenza fisica o morale.
Fu una celebrazione particolarmente intensa e commovente. Molti dei presenti videro in quel momento un richiamo diretto alla sensibilità di San Gerardo verso gli ammalati, i sofferenti e le persone più fragili. La sua figura, da sempre invocata come protettore nelle difficoltà della vita, apparve particolarmente vicina a quanti partecipavano a quella liturgia.
Nel corso delle catechesi e delle riflessioni della giornata, padre La Mendola trasmise il saluto ufficiale della Provincia Redentorista Europa Sud e del Superiore Provinciale, sottolineando il valore ecclesiale e internazionale delle celebrazioni del Tricentenario.
Un altro momento particolarmente apprezzato fu il ricordo di alcune figure che hanno segnato profondamente la storia religiosa di Muro Lucano e della Congregazione Redentorista. Furono richiamate le vicende dei vescovi redentoristi Pietro Ignazio Marolda e Vincenzo Marolda, insieme alla figura di padre Giuseppe Lordi, Rettore Maggiore dell'Istituto. Attraverso questi riferimenti storici, la comunità fu invitata a rileggere il proprio passato come parte integrante della grande tradizione spirituale nata attorno alla figura di San Gerardo.
Nel pomeriggio e nelle ore serali la Chiesa di Sant'Andrea continuò ad essere meta di pellegrinaggio. Molti fedeli sostarono in silenzio davanti all'urna, mentre altri parteciparono ai momenti comunitari di preghiera organizzati dalla parrocchia. Le immagini pubblicate in quelle ore mostrano una chiesa costantemente frequentata e un clima di profonda devozione che accompagnava ogni celebrazione.
La giornata del 21 aprile rappresentò quindi il passaggio dalla fase dell'accoglienza alla fase della preparazione spirituale. Muro Lucano si stava preparando ai grandi eventi del 22 e 23 aprile, ma già in questa giornata emergeva chiaramente il significato più autentico dell'Anno Gerardino: non soltanto ricordare un grande Santo del passato, ma riscoprire attraverso la sua testimonianza un cammino concreto di fede, conversione e carità.
Quando la sera calò sulla città, la Chiesa di Sant'Andrea rimase ancora una volta il cuore pulsante della devozione gerardina. Attorno all'urna del Santo si raccolsero fedeli, famiglie, giovani e anziani, accomunati dalla consapevolezza di vivere un momento storico destinato a segnare profondamente la vita religiosa di Muro Lucano nel terzo centenario della nascita del suo figlio più illustre.
