Mercoledì 22 aprile 2026 - Capodigiano accoglie San Gerardo: la giornata delle famiglie, dei bambini e della speranza
Dopo i primi giorni vissuti nella Chiesa di Sant'Andrea e nel centro storico di Muro Lucano, il 22 aprile 2026 rappresentò una delle giornate più suggestive e popolari dell'intera settimana inaugurale dell'Anno Gerardino.
Fin dalle prime ore del mattino, l'attenzione della comunità si spostò verso il Santuario Diocesano di Capodigiano, luogo profondamente legato alla devozione gerardina e particolarmente caro ai fedeli del territorio. L'arrivo dell'urna contenente il simulacro di San Gerardo Maiella e la reliquia del Santo fu accolto da una straordinaria partecipazione popolare.
Per giorni gli abitanti della contrada avevano preparato questo momento. Le strade furono adornate con drappi, fiori e simboli religiosi, mentre davanti al santuario venne realizzata una grande infiorata artistica a tema eucaristico. I colori dei fiori, la cura dei dettagli e il lavoro svolto da volontari e famiglie trasformarono l'intera area in un luogo di festa e di preghiera.
L'arrivo del simulacro fu accompagnato dal suono delle campane e dalla presenza di numerosi fedeli provenienti non soltanto da Capodigiano ma anche da Muro Lucano e dalle comunità vicine. L'atmosfera era caratterizzata da una gioia composta e profonda, tipica degli eventi che segnano la storia religiosa di una comunità.
Nel corso della giornata si svolsero diversi momenti di preghiera e di meditazione, culminati nella celebrazione eucaristica presieduta da don Antonio Savone, Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi e parroco della Cattedrale di Potenza. La sua presenza conferì particolare solennità all'incontro, inserendolo pienamente nel cammino spirituale dell'Anno Gerardino.
Uno dei momenti più significativi fu la catechesi dedicata alla figura di San Gerardo Maiella. Attraverso il racconto della sua vita, della sua spiritualità e della sua straordinaria fiducia nella Provvidenza, i partecipanti furono invitati a riscoprire l'attualità del messaggio del Santo nel mondo contemporaneo.
Particolarmente toccante risultò la celebrazione dedicata alle mamme e ai bambini. Da secoli San Gerardo è venerato come protettore delle gestanti, delle mamme e della vita nascente. Per questo motivo la giornata di Capodigiano assunse un valore speciale per molte famiglie presenti, che affidarono al Santo le proprie speranze, i figli e le nuove nascite. La benedizione impartita alle mamme e ai bambini costituì uno dei momenti più emozionanti dell'intera giornata.
Durante le ore successive il santuario continuò ad accogliere un flusso costante di pellegrini. Molti sostarono davanti al simulacro per un momento di preghiera personale; altri parteciparono alle celebrazioni comunitarie o si unirono ai gruppi che animavano il programma spirituale della giornata.
Le immagini diffuse sui canali ufficiali mostrano una comunità profondamente coinvolta, con il santuario gremito e le aree esterne animate da una partecipazione composta ma intensa. L'infiorata, la presenza delle famiglie e la continua venerazione del Santo contribuirono a creare un clima di autentica festa religiosa.
La giornata del 22 aprile rappresentò così il volto più familiare e popolare dell'Anno Gerardino. Se nei giorni precedenti erano emersi soprattutto il valore storico e la memoria delle origini di San Gerardo, a Capodigiano emerse con forza la dimensione affettiva e popolare della devozione: quella che vede nel Santo un amico, un protettore e un intercessore vicino alle necessità quotidiane delle persone.
Al termine della giornata, mentre il pellegrinaggio proseguiva il suo cammino verso gli appuntamenti centrali del 23 e 24 aprile, rimaneva nei fedeli la consapevolezza di aver vissuto un momento speciale del Tricentenario: una giornata nella quale la fede semplice del popolo si era incontrata con la grande tradizione spirituale lasciata in eredità da San Gerardo Maiella.
