Domenica 26 aprile 2026 - il giorno della ripartenza: Muro Lucano affida San Gerardo al cammino della Basilicata
Domenica 26 aprile 2026 rappresentò il momento conclusivo della settimana inaugurale del Tricentenario Gerardino nella città natale del Santo. Dopo otto giorni di celebrazioni, processioni, veglie, catechesi e incontri di preghiera, Muro Lucano si risvegliò con la consapevolezza di aver vissuto un evento destinato a lasciare un segno profondo nella propria storia religiosa e civile.
Le intense giornate iniziate il 19 aprile con l'arrivo dell'urna proveniente da Materdomini avevano trasformato la città in un grande santuario diffuso. I luoghi della memoria gerardina — Sant'Andrea, Capodigiano, Ponte Giacoia, la Concattedrale, San Marco e la Madonna del Soccorso — erano diventati punti di incontro tra passato e presente, tra la storia del Santo e la fede del popolo lucano.
La domenica del 26 aprile si aprì in un clima diverso rispetto ai giorni precedenti. Non vi era più l'attesa dell'arrivo, né la solennità dell'apertura della Porta Santa, ma il sentimento più raccolto di chi si prepara a salutare una presenza amata.
Molti fedeli tornarono nei luoghi che avevano ospitato le reliquie per un ultimo momento di preghiera e di ringraziamento. Le celebrazioni vissute nei giorni precedenti avevano lasciato un forte senso di comunione ecclesiale e di appartenenza alla tradizione spirituale di San Gerardo Maiella.
La comunità murese era consapevole che la presenza fisica dell'urna stava per lasciare la città, ma nello stesso tempo comprendeva che il vero significato dell'Anno Gerardino era appena iniziato. Le reliquie proseguivano il loro pellegrinaggio, mentre il cammino spirituale promosso dal Giubileo avrebbe continuato ad accompagnare Muro Lucano fino al 26 aprile 2027.
Nel corso della giornata furono numerosi i commenti e le testimonianze dei fedeli che avevano partecipato agli eventi della settimana. Molti ricordavano con emozione l'accoglienza delle reliquie a Ponte Giacoia, la venerazione nella Chiesa di Sant'Andrea, la visita a Capodigiano, la fiaccolata verso la Concattedrale e soprattutto la grande celebrazione del 24 aprile che aveva visto riunita l'intera Basilicata attorno alla figura del suo Patrono.
La partenza dell'urna verso Vietri di Potenza assunse così un valore simbolico molto forte. Non rappresentava la conclusione delle celebrazioni, ma l'inizio della Peregrinatio Gerardina attraverso altre comunità chiamate a vivere la stessa esperienza di fede e devozione.
Muro Lucano consegnava idealmente San Gerardo alle altre terre lucane, continuando però a custodirne la memoria nei luoghi che ne raccontano la vita: la casa natale, il battistero, la Concattedrale di San Nicola, il Santuario di Capodigiano e gli altri siti che ancora oggi testimoniano il passaggio terreno del Santo.
La giornata del 26 aprile 2026 si concluse quindi in un clima di gratitudine e speranza. Gratitudine per quanto vissuto durante la settimana inaugurale del Tricentenario; speranza per il cammino che si apriva davanti all'intera comunità.
Con la partenza delle reliquie terminava una fase storica delle celebrazioni, ma iniziava il vero Anno Gerardino: dodici mesi di iniziative religiose, culturali e sociali attraverso i quali Muro Lucano avrebbe continuato a riscoprire e a testimoniare il messaggio di umiltà, carità e santità quotidiana lasciato in eredità da San Gerardo Maiella.
Il 26 aprile non fu quindi il giorno della conclusione, ma il giorno della consegna. La città natale del Santo affidava il proprio tesoro spirituale al resto della Basilicata, certa che il cammino iniziato tra le sue mura avrebbe continuato a portare frutti di fede ben oltre i confini del suo territorio.
