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Sabato 9 maggio 2026 – I Redentoristi di Roma in pellegrinaggio nella città natale di San Gerardo Maiella

Nel cuore delle celebrazioni per il III Centenario della nascita di San Gerardo Maiella, sabato 9 maggio 2026 Muro Lucano ha accolto un significativo pellegrinaggio di trentadue religiosi redentoristi provenienti da Roma, appartenenti alla Comunità di Sant’Alfonso e al Collegio Maggiore.

La visita ha rappresentato per i confratelli di San Gerardo un’occasione particolarmente significativa per ritornare alle origini umane e spirituali del Santo e ripercorrere alcuni dei luoghi nei quali, trecento anni fa, ebbero inizio la sua vita e il suo cammino di fede.

L’accoglienza nella Concattedrale di Muro Lucano

La giornata ha avuto inizio nella Concattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, uno dei principali luoghi religiosi e storici della città.

Ad accogliere i trentadue pellegrini è stato il parroco don Thomas Sojan John, che li ha accompagnati nella visita illustrando la storia della Concattedrale e il profondo legame della comunità murese con San Gerardo.

L’incontro ha permesso ai religiosi di conoscere più da vicino l’ambiente ecclesiale e sociale nel quale si svilupparono la formazione cristiana e la spiritualità del giovane Gerardo.

La Concattedrale è stata così il punto di partenza di un percorso attraverso la memoria religiosa di Muro Lucano e i luoghi che conservano ancora oggi le testimonianze della presenza del Santo.

La visita alla casa natale di San Gerardo

Uno dei momenti più significativi del pellegrinaggio è stato l’ingresso nella casa natale di San Gerardo, luogo profondamente legato alla memoria della sua infanzia e della sua famiglia.

In questi ambienti ebbe inizio, nel 1726, la vicenda terrena di Gerardo Maiella. Qui trascorse gli anni dell’infanzia, all’interno di una famiglia semplice e profondamente religiosa, maturando quella sensibilità spirituale che avrebbe caratterizzato tutta la sua esistenza.

Per i Redentoristi presenti, trovarsi nei luoghi delle origini del loro confratello ha rappresentato un momento di particolare intensità.

La casa natale conserva infatti un valore che va oltre la semplice testimonianza storica: richiama le radici familiari di Gerardo, il suo rapporto con Muro Lucano e quella quotidianità nella quale cominciarono a manifestarsi i primi tratti della sua profonda spiritualità.

La visita ha ricordato come la straordinaria esperienza religiosa di San Gerardo abbia avuto origine nella semplicità della vita quotidiana, prima ancora del suo ingresso nella Congregazione del Santissimo Redentore.

Nei luoghi della giovinezza di Gerardo

Il pellegrinaggio è proseguito attraverso altri luoghi legati agli anni giovanili di San Gerardo e alle esperienze che precedettero la sua scelta definitiva della vita religiosa.

Tra questi, i pellegrini hanno visitato anche la falegnameria legata alla memoria degli anni giovanili di Gerardo.

La tappa ha richiamato l’attenzione sul valore che il lavoro, la semplicità e lo spirito di servizio ebbero nella formazione umana del giovane murese.

Laboriosità, disponibilità verso gli altri, obbedienza e capacità di affrontare le difficoltà della vita quotidiana sarebbero rimaste caratteristiche fondamentali della personalità di Gerardo anche negli anni successivi della sua esperienza religiosa.

Il percorso attraverso Muro Lucano ha così consentito ai pellegrini di conoscere San Gerardo non soltanto attraverso la figura del Santo venerato in tutto il mondo, ma anche attraverso quella del giovane Gerardo cresciuto tra le strade e le case della sua città.

La Santa Messa nella Chiesa di Sant’Andrea Apostolo

Il pellegrinaggio ha avuto uno dei suoi momenti centrali nella Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, dove i Redentoristi si sono riuniti per la celebrazione della Santa Messa.

A presiedere l’Eucaristia è stato Padre Giovanni Congiou, Rettore della comunità redentorista di Roma.

Dopo aver percorso i luoghi dell’infanzia e della giovinezza di San Gerardo, i confratelli hanno vissuto nella celebrazione eucaristica un momento di raccoglimento, preghiera e comunione.

La presenza dei Redentoristi nella città natale del Santo ha assunto così un significato particolarmente intenso: i religiosi della Congregazione alla quale Gerardo appartenne sono tornati nei luoghi nei quali ebbe origine la sua storia, riunendosi in preghiera nel suo nome a trecento anni dalla nascita.

Un momento di fraternità

Al termine della celebrazione, la giornata è proseguita con un momento conviviale condiviso dai partecipanti.

Il pellegrinaggio ha rappresentato anche un’occasione di fraternità tra i religiosi della Comunità di Sant’Alfonso e del Collegio Maggiore, riuniti per vivere insieme una giornata dedicata alla conoscenza e alla memoria di San Gerardo.

Dopo il momento conviviale, i trentadue Redentoristi hanno intrapreso il viaggio di ritorno verso Roma.

Muro Lucano nel cammino del III Centenario

Il pellegrinaggio del 9 maggio 2026 si inserisce nel grande percorso internazionale delle celebrazioni per il III Centenario della nascita di San Gerardo Maiella.

A poche settimane dalle solenni giornate di aprile che avevano visto Muro Lucano protagonista dell’apertura delle celebrazioni gerardine, la presenza dei Redentoristi provenienti da Roma ha nuovamente riportato l’attenzione sulla città natale del Santo.

Muro Lucano rappresenta infatti il luogo nel quale ebbe inizio la storia di Gerardo Maiella: qui nacque il 23 aprile 1726, qui fu battezzato il giorno successivo e qui trascorse l’infanzia e la giovinezza prima di intraprendere il cammino che lo avrebbe condotto nella Congregazione del Santissimo Redentore.

Il pellegrinaggio dei trentadue confratelli ha idealmente ricongiunto le origini muresi di Gerardo con la grande famiglia religiosa alla quale avrebbe successivamente dedicato la propria vita.

Trecento anni dopo la sua nascita, i luoghi di Muro Lucano continuano così ad accogliere religiosi, pellegrini e devoti provenienti da ogni parte del mondo, mantenendo vivo il legame con San Gerardo Maiella e con il messaggio di fede, semplicità, carità e servizio che ha caratterizzato tutta la sua vita.

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