Logo

6–9 AGOSTO 2026 – MATERDOMINI

6–9 AGOSTO 2026 | MATERDOMINI – CAPOSELE (AV) E MURO LUCANO (PZ), ITALIA

Il primo incontro della Pastorale Giovanile Vocazionale Redentorista della Provincia Europa Sud riunisce a Materdomini giovani italiani e spagnoli.

Dal 6 al 9 agosto 2026, Materdomini è diventata per quattro giorni il punto d'incontro di circa cento giovani, sacerdoti e religiosi provenienti dall'Italia e dalla Spagna, riuniti per il primo incontro della Pastorale Giovanile Vocazionale Redentorista – PGVR della Provincia Europa Sud.

L'appuntamento, organizzato nel cuore dell'anno del III Centenario della nascita di San Gerardo Maiella, aveva un titolo tanto semplice quanto impegnativo:

«Vado a farmi santo»

Le parole lasciate da Gerardo prima di abbandonare Muro Lucano per raggiungere i missionari redentoristi sono diventate il filo conduttore dell'intero incontro. Per quattro giorni non sono state presentate ai giovani come una frase appartenente al passato, ma come una provocazione rivolta direttamente alla loro vita: che cosa significa cercare la santità nel 2026?

Preghiera, catechesi, musica, festa, silenzio, confessioni, lavori di gruppo, pellegrinaggio e momenti di fraternità hanno accompagnato un'esperienza pensata non come semplice raduno giovanile, ma come un vero percorso di discernimento.

01

Un incontro internazionale nell'anno di San Gerardo

La presenza contemporanea di giovani italiani e spagnoli dava all'iniziativa una dimensione che superava i confini del Santuario.

La Provincia Redentorista dell'Europa del Sud, nata dalla riorganizzazione della presenza della Congregazione nel continente, riunisce comunità appartenenti a realtà linguistiche e culturali differenti. A Materdomini quella dimensione europea ha assunto un volto concreto: giovani provenienti da comunità diverse hanno pregato, mangiato, discusso e celebrato insieme.

Non si trattava dunque semplicemente di portare cento ragazzi in pellegrinaggio davanti alla tomba di San Gerardo.

L'obiettivo era creare una comunità temporanea, nella quale ciascuno potesse confrontarsi con la propria vita e con la propria vocazione insieme agli altri.

E proprio San Gerardo rappresentava il compagno ideale per questo percorso.

Morì a soli ventinove anni. La sua esperienza religiosa fu quindi quasi interamente una storia di giovinezza: ricerca, desiderio, difficoltà, decisioni radicali e scoperta progressiva della propria vocazione.

«Vado»: la santità come cammino

La scelta della frase gerardina come titolo racchiudeva già una precisa idea della santità.

Gerardo non scrisse: “Sono santo”.

Scrisse:

«Vado a farmi santo».

La differenza è fondamentale.

C'è un verbo di movimento.

C'è un punto di partenza.

C'è una meta.

E soprattutto c'è un cammino ancora da compiere.

Proprio questa interpretazione ha accompagnato le quattro giornate di Materdomini: la santità non come condizione già raggiunta, né come perfezione riservata a persone eccezionali, ma come direzione da dare alla propria esistenza.

Per i ragazzi presenti significava poter guardare a Gerardo non soltanto come al Santo raffigurato nelle statue o venerato dai pellegrini, ma come a un giovane che, tre secoli prima, aveva dovuto domandarsi esattamente ciò che ogni giovane prima o poi si domanda:

che cosa voglio fare della mia vita?

6 AGOSTO – L'ARRIVO A MATERDOMINI

La prima giornata, giovedì 6 agosto, è stata dedicata all'arrivo dei partecipanti e alla costruzione del gruppo.

Giovani provenienti dalle differenti comunità italiane e spagnole hanno raggiunto Materdomini e hanno cominciato a conoscersi. Per molti era il primo incontro con ragazzi appartenenti ad altre realtà della nuova Provincia Europa Sud.

I primi saluti, le presentazioni e l'accoglienza hanno progressivamente trasformato persone arrivate separatamente in un'unica comunità.

La prima preghiera davanti a San Gerardo

Il vero inizio spirituale dell'incontro si è svolto nella Basilica di San Gerardo.

Qui i giovani hanno pregato insieme e successivamente visitato i luoghi più significativi del Santuario.

Era importante cominciare proprio da lì.

Materdomini non era stata scelta come semplice struttura capace di ospitare un meeting. Era il luogo nel quale Gerardo aveva trascorso l'ultima parte della propria vita e nel quale riposano le sue spoglie.

Il protagonista dell'incontro non era quindi una figura astratta.

La sua tomba era davanti ai partecipanti.

La sua storia era presente nei luoghi attraversati.

La domanda sulla santità nasceva nel luogo nel quale il breve cammino terreno di Gerardo si era concluso il 16 ottobre 1755.

Il corteo per Materdomini

Dalla Basilica, l'incontro è uscito successivamente nelle strade.

Una processione attraverso Materdomini ha rappresentato uno dei primi momenti comunitari del meeting.

Era un gesto significativo: la fede vissuta all'interno del Santuario veniva portata fuori.

Preghiera e testimonianza pubblica diventavano due dimensioni dello stesso cammino.

Al termine della processione, i partecipanti hanno preso parte alla celebrazione eucaristica di apertura, presieduta da Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia.

«Non accontentatevi di una vita vissuta a metà»

Nell'omelia, Mons. Cascio ha invitato i giovani a non avere paura della santità e a non accontentarsi di una vita incompleta o vissuta senza una direzione autentica.

La santità veniva così liberata da un'immagine irraggiungibile.

Non significava diventare persone estranee al mondo, ma prendere sul serio la propria vita, i propri sogni e il Vangelo.

La prima giornata si è conclusa con presentazioni, testimonianze, festa e fraternità.

Dopo la liturgia arrivava quindi un altro elemento destinato a caratterizzare l'intero meeting: la gioia dello stare insieme.

7 AGOSTO – IL RITORNO ALLE ORIGINI

Da Materdomini a Muro Lucano

Venerdì 7 agosto è stata probabilmente la giornata più profondamente gerardina dell'intero incontro.

I partecipanti hanno lasciato Materdomini per raggiungere Muro Lucano, città natale di San Gerardo.

La scelta costruiva un itinerario simbolicamente perfetto.

Materdomini custodisce la conclusione della vita di Gerardo.

Muro Lucano ne custodisce l'inizio.

Per capire il Santo venerato davanti alla sua tomba bisognava quindi tornare al ragazzo che aveva camminato per le strade della città lucana.

02

Scoprire Gerardo prima che diventasse “San Gerardo”

A Muro Lucano i giovani hanno visitato i luoghi dell'infanzia e della giovinezza di Gerardo. La cronaca redentorista dell'incontro sottolinea proprio come questa esperienza abbia permesso ai partecipanti di incontrare un Gerardo molto concreto: un ragazzo con un lavoro, desideri, difficoltà e incomprensioni.

Questo passaggio è essenziale.

Quando si incontra San Gerardo attraverso le statue, i miracoli e la grande devozione sviluppatasi dopo la sua morte, è facile dimenticare che tutto ebbe inizio dalla vita di un giovane apparentemente comune.

Gerardo era figlio di una famiglia artigiana.

Conobbe la perdita del padre.

Imparò il mestiere di sarto.

Cercò la propria strada.

Sperimentò rifiuti.

Desiderò entrare nella vita religiosa e dovette insistere prima di essere accolto.

La santità non iniziò quando gli altri cominciarono a considerarlo santo.

Cominciò nelle decisioni quotidiane della sua giovinezza.

3

La frase che prende vita a Muro Lucano

Proprio a Muro Lucano il motto del meeting acquistava il suo significato più forte.

Fu da questa città che Gerardo partì per raggiungere i Redentoristi.

La tradizione ha conservato le parole lasciate alla madre:

«Mamma, perdonami... Vado a farmi santo».

Tre secoli dopo, cento giovani arrivati dall'Italia e dalla Spagna percorrevano quegli stessi luoghi avendo proprio quelle parole come motto del loro incontro.

Era uno dei collegamenti simbolicamente più riusciti dell'intero Tricentenario.

Non si chiedeva ai giovani di imitare materialmente le scelte di Gerardo.

Si chiedeva loro di recuperare la stessa serietà nella ricerca della propria vocazione.

L'accoglienza della comunità di Muro Lucano

La giornata non è stata soltanto una visita ai luoghi storici.

La comunità locale ha accolto concretamente i partecipanti e ha preparato per loro il pranzo condiviso. La cronaca redentorista ricorda espressamente questo gesto di ospitalità.

L'elemento è tutt'altro che marginale.

Il paese che trecento anni prima aveva visto crescere Gerardo accoglieva ora giovani provenienti da altri territori e da un altro Paese, arrivati proprio per conoscerlo.

La memoria diventava ospitalità.

La storia diventava incontro.

Muro Lucano non era soltanto un luogo da fotografare, ma una comunità con la quale condividere alcune ore.

4

Il ritorno a Materdomini e la Messa

Conclusa la visita e il pranzo, il gruppo è rientrato a Materdomini, dove ha celebrato insieme l'Eucaristia.

Il movimento della giornata assumeva così quasi la forma di una biografia.

Muro Lucano → Materdomini.

Le origini → la meta.

La giovinezza → la piena consacrazione.

La partenza → il luogo dell'ultimo affidamento a Dio.

In un solo giorno i ragazzi avevano attraversato simbolicamente l'intera parabola della vita di Gerardo.

La notte della Croce e della Riconciliazione

La sera del 7 agosto ha cambiato completamente atmosfera.

Dopo la giornata trascorsa insieme e la visita a Muro Lucano, nella Basilica di Materdomini si è svolta una veglia di preghiera con adorazione della Croce e possibilità di celebrare il Sacramento della Riconciliazione.

È stato uno dei momenti più intensi dei quattro giorni.

Dalla dimensione comunitaria si passava a quella personale.

Il silenzio prendeva il posto della festa.

La domanda non era più soltanto “chi era San Gerardo?”, ma diventava inevitabilmente:

dove sto andando io?

Le confessioni offrivano ai giovani la possibilità di rileggere la propria vita non partendo dalla perfezione, ma dal perdono.

Anche questo era perfettamente coerente con il tema del meeting.

Chi è in cammino può sbagliare strada.

Può cadere.

Può fermarsi.

Ma può anche ripartire.

8 AGOSTO – IL GIORNO DEL DISCERNIMENTO

Sabato 8 agosto il meeting è entrato nella sua fase più formativa.

La giornata è iniziata con la preghiera in Basilica, seguita da una catechesi che ha preparato i giovani al successivo lavoro nei gruppi.

Dopo due giorni ricchi di esperienze, arrivava il momento di fermarsi.

Il valore del silenzio

Ai ragazzi è stato lasciato spazio per il silenzio e la riflessione personale.

È una scelta significativa in un incontro giovanile.

Non riempire continuamente il programma.

Non offrire soltanto musica, parole e attività.

Lasciare invece che ciascuno rimanga per qualche tempo davanti alle proprie domande.

Solo successivamente i giovani si sono riuniti nei gruppi per condividere ciò che avevano maturato.

Il percorso seguiva quindi una dinamica precisa:

ascoltare → fermarsi → interrogarsi → condividere.

Italiani e spagnoli: due lingue, le stesse domande

Nei gruppi è emersa concretamente la dimensione internazionale del meeting.

Italiano e spagnolo avrebbero potuto rappresentare una difficoltà.

Sono diventati invece parte dell'esperienza.

Traduzioni improvvisate, gesti e disponibilità reciproca hanno consentito ai ragazzi di scoprire qualcosa di molto semplice: pur provenendo da Paesi differenti, molte delle loro domande erano identiche.

Che cosa desidero veramente?

Che cosa mi rende felice?

Qual è il mio posto?

Dove mi sta conducendo Dio?

Quale direzione dare alla mia vita?

Sono domande che non hanno nazionalità.

E proprio questa consapevolezza trasformava l'incontro della PGVR in qualcosa di più di un raduno organizzativo della nuova Provincia redentorista.

Nasceva una comunità giovanile europea capace di condividere la ricerca.

I workshop a Caposele

Nel pomeriggio il gruppo si è spostato a Caposele, dove sono stati organizzati alcuni workshop collegati alla vita di San Gerardo.

Dopo la visita storica a Muro Lucano e il lavoro interiore della mattina, il percorso assumeva quindi una dimensione più laboratoriale.

Gerardo diventava uno strumento attraverso il quale interrogare concretamente la propria esperienza.

La giornata si è conclusa nuovamente nella festa.

Musica, canto, risate e fraternità non costituivano un'aggiunta superficiale al programma.

Erano parte della stessa proposta.

Il messaggio era chiaro: la ricerca di Dio non è incompatibile con la gioia della giovinezza.

9 AGOSTO – DALL'INCONTRO ALLA MISSIONE

La mattina di domenica 9 agosto ha segnato l'ultima tappa del percorso.

Dopo la preghiera, una nuova catechesi e l'ultimo momento di condivisione nei gruppi, i partecipanti si sono ritrovati nella Basilica per la Messa conclusiva, presieduta dal Superiore Provinciale, Padre Gennaro Sorrentino C.Ss.R.

La santità non toglie nulla alla gioia

Nell'omelia conclusiva, Padre Sorrentino ha riportato l'attenzione al tema fondamentale delle giornate.

Scegliere la santità non significa rinunciare alla giovinezza o alla gioia.

Significa piuttosto dare un significato più profondo alle proprie esperienze e permettere al Vangelo di orientare la vita quotidiana.

Era la risposta alla possibile obiezione contenuta implicitamente nel titolo stesso del meeting.

“Farsi santo” potrebbe sembrare un progetto distante dalla vita reale di un ragazzo.

Le quattro giornate avevano cercato di mostrare esattamente il contrario.

La santità riguarda le amicizie.

Le scelte.

Lo studio.

Il lavoro.

Gli affetti.

Le cadute.

I progetti.

Il modo di trattare gli altri.

La capacità di ricominciare.

Cinque giovani Redentoristi ricevono i ministeri

La celebrazione conclusiva ha avuto anche un momento di particolare importanza per la vita della Congregazione.

Cinque giovani Redentoristi hanno ricevuto i ministeri del Lettorato e dell'Accolitato.

In un incontro dedicato alla vocazione, il gesto assumeva un significato evidente.

La vocazione non rimaneva un argomento del quale discutere.

Davanti ai giovani presenti c'erano altri giovani che stavano compiendo concretamente un passo nel proprio percorso di servizio alla Chiesa.

Il Lettorato richiama il servizio alla Parola di Dio.

L'Accolitato lega in maniera particolare al servizio dell'altare e dell'Eucaristia.

Il loro “eccomi” diventava così una testimonianza visibile di ciò che l'intero meeting aveva cercato di comunicare: una vocazione prende forma attraverso decisioni reali, progressive e concrete.

Gli ultimi abbracci e la partenza

Dopo la celebrazione è arrivato il pranzo conclusivo.

Poi le fotografie.

Gli abbracci.

Gli scambi di contatti.

I saluti.

E infine la partenza verso le rispettive comunità italiane e spagnole.

Ma proprio qui si comprende il significato del primo incontro della PGVR della Provincia Europa Sud.

Non era stato pensato come un punto d'arrivo.

Era un inizio.

Le relazioni nate a Materdomini avrebbero dovuto continuare.

La pastorale giovanile redentorista avrebbe dovuto trasformare quei quattro giorni in un percorso condiviso.

E i ragazzi avrebbero dovuto riportare nelle proprie comunità ciò che avevano sperimentato.

SAN GERARDO E I GIOVANI: UNO DEGLI APPUNTAMENTI PIÙ SIGNIFICATIVI DEL TRICENTENARIO

Tra i numerosi eventi organizzati per il III Centenario, il meeting del 6-9 agosto 2026 possiede una caratteristica particolare.

5

Non guardava soltanto indietro.

Guardava soprattutto avanti.

Celebrare trecento anni dalla nascita di un Santo può infatti correre il rischio di trasformarsi esclusivamente in memoria.

Materdomini ha scelto invece di mettere San Gerardo davanti a cento giovani e chiedere loro che cosa quella storia potesse significare per il futuro.

Il risultato è stato un incontro nel quale il Santo è stato progressivamente spogliato della distanza creata dai tre secoli.

A Muro Lucano i ragazzi hanno incontrato Gerardo giovane.

A Materdomini hanno incontrato Gerardo consacrato.

Nella veglia hanno incontrato il Gerardo della Croce e dell'affidamento.

Nei workshop e nelle catechesi hanno incontrato Gerardo come domanda vocazionale.

E nella celebrazione conclusiva hanno visto cinque giovani Redentoristi trasformare quella domanda in una risposta concreta.

Muro Lucano e Materdomini unite ancora una volta

Anche geograficamente, il meeting ha costruito uno dei collegamenti più belli dell'Anno Gerardino.

Muro Lucano e Materdomini non sono state considerate due mete indipendenti.

Sono diventate le due estremità di un unico racconto.

Muro rappresenta la nascita, la famiglia, l'infanzia, il lavoro, la ricerca della vocazione e la partenza.

Materdomini rappresenta la maturità spirituale, il servizio redentorista, gli ultimi giorni, la morte e la memoria che da quel luogo si sarebbe diffusa nel mondo.

Il viaggio del 7 agosto ha unito materialmente questi due luoghi.

Per cento giovani del XXI secolo, quella strada è diventata una biografia percorsa nello spazio.

6

«Vado a farmi santo» trecento anni dopo

Alla fine dei quattro giorni, la frase scelta come titolo acquistava un significato diverso rispetto all'inizio.

«Vado a farmi santo» non significava essere già arrivati.

Non significava possedere tutte le risposte.

Non significava nemmeno non avere dubbi.

Significava decidere di mettersi in cammino.

È forse questo il messaggio più forte lasciato dall'incontro internazionale dell'agosto 2026.

Trecento anni dopo la nascita di Gerardo, cento giovani provenienti dall'Italia e dalla Spagna non sono stati invitati semplicemente ad ammirare ciò che lui era diventato.

Sono stati invitati a guardare il momento nel quale tutto era ancora da decidere.

Un giovane di Muro Lucano.

Una famiglia.

Una vocazione difficile.

Molti ostacoli.

Una decisione.

E una frase lasciata alla madre prima di partire.

Dal 6 al 9 agosto 2026 Materdomini ha trasformato quelle parole in una domanda rivolta alle nuove generazioni.

Il primo incontro della Pastorale Giovanile Vocazionale Redentorista della Provincia Europa Sud è diventato così uno degli appuntamenti più proiettati verso il futuro dell'intero Tricentenario: non soltanto ricordare San Gerardo, ma chiedersi chi raccoglierà oggi il suo desiderio di vivere il Vangelo senza accontentarsi di una vita vissuta a metà.

7

8

9

9

10

sangerardomaiella.it tutti i diritti riservati | TC65 S.r.l. - Corso XXII Marzo, 32/A, 20135, Milano - P.I. 01750830760 - capitale sociale 1.000.000,00 i.v. Contatti : info@sangerardomaiella.it | Privacy Policy