19 GIUGNO 2026 – NAPOLI, MARIANELLA
19 GIUGNO 2026 | MARIANELLA – NAPOLI, ITALIA
San Gerardo tra storia e tradizione popolare: nella casa natale di Sant'Alfonso la presentazione del libro di Chiara Ponte.
Nel III Centenario della nascita, una serata di studio riunisce Muro Lucano e Marianella nel segno della comune memoria redentorista.
Venerdì 19 giugno 2026, alle ore 19.00, la cappella della casa natale di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, a Marianella, Napoli, ha ospitato un appuntamento di particolare valore culturale nell'ambito del III Centenario della nascita di San Gerardo Maiella: la presentazione del volume della storica murese Chiara Ponte, San Gerardo Majella tra storia e tradizione popolare.
La serata ha registrato una numerosa partecipazione di fedeli e cultori della storia redentorista, richiamati dalla possibilità di approfondire la figura di San Gerardo attraverso una prospettiva diversa da quella esclusivamente devozionale: quella della ricerca storica, dell'esame delle fonti e del confronto tra i documenti e la tradizione popolare formatasi attorno al Santo nel corso di quasi tre secoli.
Anche il luogo scelto per l'incontro possedeva un significato particolare. Presentare un nuovo studio su San Gerardo nella casa natale di Sant'Alfonso significava idealmente ricongiungere il giovane fratello di Muro Lucano al fondatore della Congregazione alla quale aveva desiderato con tanta determinazione di appartenere.
Era un incontro tra due storie geograficamente lontane ma spiritualmente inseparabili: Muro Lucano, terra di Gerardo, e Marianella, terra di Alfonso.

Marianella, un luogo che racconta le origini dei Redentoristi
Marianella non rappresentava soltanto la sede materiale dell'incontro.
Qui, il 27 settembre 1696, nacque Alfonso Maria de' Liguori, destinato a fondare nel 1732 la Congregazione del Santissimo Redentore.
Diciassette anni dopo la fondazione, nel 1749, un giovane lucano di ventitré anni avrebbe inseguito quasi ostinatamente i missionari redentoristi per essere accolto tra loro.
Quel giovane era Gerardo Maiella.
Il rapporto tra i due avrebbe attraversato anche uno dei momenti più dolorosi della vita di Gerardo, quando Sant'Alfonso dovette affrontare le gravi accuse mosse contro di lui e adottare provvedimenti disciplinari prima che emergesse la sua innocenza.
Riunirsi nel 2026 nella casa natale di Alfonso per studiare Gerardo assumeva quindi un valore che andava oltre quello di una normale presentazione editoriale.
Il luogo stesso raccontava una parte della storia che il libro cercava di ricostruire.
Padre Ciro Avella apre la serata
Ad aprire l'incontro è stato Padre Ciro Avella C.Ss.R., responsabile della comunità redentorista di Marianella.
Nel saluto iniziale ha ricordato le numerose iniziative che, nei primi mesi dell'Anno Gerardino, avevano già interessato differenti comunità, sottolineando anche il rapporto esistente tra la Congregazione del Santissimo Redentore e Muro Lucano, città natale di San Gerardo e luogo d'origine della stessa autrice.
Questo richiamo ha dato immediatamente alla serata una dimensione più ampia.
Il Tricentenario non stava infatti celebrando soltanto una figura religiosa del passato. Stava creando nuovi collegamenti tra i luoghi che avevano segnato la storia di Gerardo e della Congregazione redentorista.
Marianella entrava così nel grande itinerario culturale e spirituale del 2026.

Giovanna Iommelli e una prospettiva nuova negli studi gerardini
La tavola rotonda è stata moderata dall'avvocato Giovanna Iommelli, che ha presentato i due protagonisti principali della serata: Padre Vincenzo La Mendola C.Ss.R., storico redentorista, e l'autrice Chiara Ponte, per la prima volta ospite nella casa natale di Sant'Alfonso.
Nel presentare il volume, Iommelli ha sottolineato due caratteristiche: il suo impianto scientifico e l'importanza storiografica che esso assume all'interno della già vasta bibliografia dedicata a San Gerardo.
Ha evidenziato inoltre un elemento singolare: Chiara Ponte rappresenta, secondo la ricostruzione proposta in occasione della pubblicazione, la prima studiosa donna in Italia ad aver realizzato uno studio complessivo dedicato alla vita, alla spiritualità e alla costruzione storica della santità di Gerardo.
Il dato acquista un significato particolare proprio per San Gerardo.
Le donne attraversano infatti tutta la sua storia: madri, religiose, giovani, donne appartenenti a differenti condizioni sociali compaiono nelle biografie e nelle testimonianze dei processi. E soprattutto alle madri e ai bambini è legata la dimensione probabilmente più universale della sua devozione.
Padre Vincenzo La Mendola: riportare Gerardo dentro la storia
Il primo intervento di approfondimento è stato affidato a Padre Vincenzo La Mendola, che aveva già dedicato al volume un'ampia recensione.
Il religioso ha guidato il pubblico all'interno della struttura dell'opera, mettendo in evidenza soprattutto il metodo utilizzato dall'autrice, il rigore nell'esame delle fonti e il contributo fornito alla chiarificazione di alcuni passaggi della biografia gerardina.
È proprio questo uno degli aspetti che distingue il lavoro.
San Gerardo possiede una straordinaria tradizione agiografica. Intorno alla sua vita sono stati tramandati miracoli, prodigi, episodi edificanti e racconti popolari che hanno contribuito enormemente alla diffusione della sua fama di santità.
Ma storia e tradizione non coincidono necessariamente.
Il compito dello storico non è distruggere la seconda per salvare la prima. È comprendere quando nasce un racconto, quali fonti lo sostengono, come viene modificato nel tempo e quale significato assume per la comunità che lo tramanda.
È su questo terreno che si colloca la ricerca di Chiara Ponte.
Un libro costruito sulle fonti
San Gerardo Majella tra storia e tradizione popolare, pubblicato da Youcanprint nel 2026, conta oltre trecento pagine e presenta un apparato documentario particolarmente consistente.
L'opera mette a confronto gli scritti autografi di Gerardo, le prime biografie, i documenti d'archivio e le deposizioni raccolte nei processi che condussero alla beatificazione e alla canonizzazione.
Il punto di partenza è semplice ma impegnativo: cercare di distinguere, per quanto consentito dalle fonti, il Gerardo storico dal Gerardo progressivamente elaborato dalla tradizione agiografica.
Non significa negare il valore della devozione popolare.
Al contrario, anche la tradizione viene considerata un documento storico: racconta come una comunità ha percepito il Santo, quali aspetti della sua vita ha privilegiato e come ne ha conservato la memoria.
Il risultato è quindi un dialogo continuo tra archivio e memoria, tra documento e racconto, tra storia e devozione.

Le lettere e il “Regolamento di vita”: ascoltare direttamente Gerardo
Una prima parte della ricerca si concentra sulle fonti più vicine alla voce personale di Gerardo: le sue lettere e il Regolamento di vita.
Sono documenti preziosi perché permettono, almeno in parte, di evitare il filtro delle successive biografie.
Attraverso questi testi emerge la struttura della sua spiritualità: l'adesione alla volontà di Dio, la centralità di Cristo, la preghiera, la penitenza, l'obbedienza e una religiosità profondamente inserita nella cultura meridionale del XVIII secolo.
Il Santo comincia così a riacquistare una voce propria.
Non è più soltanto Gerardo raccontato dagli altri, ma anche Gerardo che scrive e lascia intravedere direttamente la propria esperienza interiore.
I processi di beatificazione e canonizzazione: le voci di chi conservava la memoria
Un secondo grande nucleo dell'opera riguarda le testimonianze utilizzate nei processi ecclesiastici.
Qui la ricerca diventa quasi un'indagine collettiva.
Il libro ricostruisce provenienza e condizione sociale di numerosi testimoni, confrontando le loro deposizioni con le prime biografie di Gaspare Caione e Antonio Maria Tannoia.
Attraverso quelle testimonianze riemerge un intero mondo.
Non soltanto Gerardo, ma le persone che lo avevano conosciuto direttamente o che avevano ricevuto il racconto della sua vita dalle generazioni precedenti.
Famiglie.
Religiosi.
Concittadini.
Persone appartenenti a condizioni sociali differenti.
È proprio attraverso questo patrimonio di voci che la fama di santità di Gerardo si trasmise prima ancora di essere riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa.
L'archivio riporta San Gerardo dentro Muro Lucano
Uno degli aspetti più originali della ricerca riguarda direttamente Muro Lucano.
Chiara Ponte ha utilizzato documenti notarili, ecclesiastici e fiscali, gli Stati delle anime e i Catasti onciari per ricostruire aspetti della famiglia Maiella, delle abitazioni e dei luoghi frequentati dal giovane Gerardo.
Questo lavoro assume particolare importanza perché il tessuto urbano di Muro Lucano è stato profondamente trasformato nel corso dei secoli, soprattutto a causa dei terremoti e delle successive ricostruzioni.
Seguire le tracce archivistiche significa quindi tentare di riportare Gerardo all'interno della città nella quale effettivamente visse.
Non un generico scenario settecentesco, ma strade, chiese, famiglie e ambienti sociali concreti.

Chiara Ponte racconta la nascita della ricerca
Il momento più atteso della serata di Marianella è stato naturalmente l'intervento dell'autrice.
Chiara Ponte, visibilmente emozionata per la possibilità di presentare il proprio lavoro nella casa natale di Sant'Alfonso, ha raccontato come fosse nata la ricerca e il lungo percorso compiuto attraverso testi e fonti gerardine.
Il suo obiettivo è stato quello di sottoporre gli episodi della vita di Gerardo a un vaglio storico-critico, soprattutto quando la stratificazione della tradizione aveva reso difficile distinguere il dato documentabile dalle successive elaborazioni.
Una parte importante del lavoro si è concentrata proprio sulla permanenza del Santo a Muro Lucano e sugli episodi dell'infanzia e della giovinezza.
L'autrice ha rivendicato con particolare partecipazione il proprio legame con la Basilicata e con la città natale di Gerardo.
Ed è proprio questa duplice condizione – studiosa e concittadina del Santo – a rendere particolare la prospettiva del libro.
Il “miracolo del pane” e gli episodi della giovinezza
Il volume dedica ampio spazio anche ad alcuni degli episodi più conosciuti della tradizione gerardina.
Tra questi figura il cosiddetto miracolo del pane, analizzato attraverso il confronto delle testimonianze e delle fonti, insieme al racconto della Comunione ricevuta per mano di San Michele Arcangelo.
L'obiettivo non è quello di impoverire la tradizione, ma di compre
